Denti del giudizio: quando estrarli?

L'estrazione del dente del giudizio è uno degli interventi più comunemente eseguiti dal dentista, come uno dei più temuti dal paziente. Spesso in realtà l'intervento è più semplice di quanto si creda, e solo in pochi casi può richiedere tempi più lunghi e indaginosi del normale, anche se oggigiorno l'accuratezza della Tac e strumenti conservativi come quelli piezoelettrici permettono una minor invasività, che si traduce poi in un minor dolore e gonfiore postoperatori. 

Come mai i denti del giudizio, detti anche ottavi o terzi molari per la loro posizione in arcata, solo denti che vanno spesso incontro a problematiche di eruzione, rimanendo parzialmente o totalmente inclusi nella compagine dei tessuti molli e duri, o addirittura completamente inclusi nell'osso? 

Le difficoltà eruttive dei denti del giudizio sono dovute all'evoluzione cranio-facciale della specie umana, che nel corso del tempo ha portato ad una diminuzione delle dimensioni delle arcate. Infatti, a partire dalla scoperta del fuoco e dall'invenzione di arnesi per triturare e sminuzzare il cibo, sino alla rivoluzione industriale e alla produzione seriale di cibi di consistenza sempre più morbida, l'uomo ha perso il bisogno di arcate grandi, forti e robuste per procurarsi il cibo e sopravvivere. Di conseguenza le dimensioni delle arcate sono andate diminuendo, come pure il bisogno di arcate complete dal punto di vista dentario. Rispetto al passato infatti osserviamo non solo molti più casi di malocclusione dentaria o problemi di eruzione dovuti ad arcate troppe piccole, ma anche un maggior numero di agenesie dentali. Queste ultime purtroppo però sembrano interessare ancora marginalmente i denti del giudizio, che continuano appunto ad essere un motivo frequente per rivolgersi al dentista.

Essendo gli ultimi denti a comparire in arcata, è normale che in caso di arcate di piccole dimensioni siano propri quelli che possono presentare più spesso problematiche eruttive. Dal momento che la loro comparsa si aggira tra i 18 e 21 anni circa, essa è stata imputata da sempre al raggiungimento della maggiore età, l'età del "giudizio" appunto. 

Ma in molti casi possono comparire in arcata perfettamente allineati rispetto agli altri, ma più spesso di altri vanno incontro a problematiche cariose o parodontali per le difficoltà igieniche dovute alla loro posizione in arcata, difficilmente raggiungibile dai normali strumenti di igiene orale. Dal momento che per una masticazione efficiente può essere sufficiente la presenza anche di un solo molare, e che otturare o devitalizzate un dente del giudizio può essere tutt'altro che banale sempre per via della loro localizzazione anatomica, la tendenza è ovviamente quella di estrarli nel momento in cui manifestano delle problematiche. 

 

Quali possono essere queste problematiche? Di seguito le più comuni:

 

  • carie;
  • pericoronariti, ovvero infiammazione dei tessuti molli che circondano un dente parzialmente incluso;
  • motivi ortodontici (“mancanza di spazio”)
  • ascessi

 

In caso di ascessi, la tendenza di molte persone è quella del “fai da te”, ovvero si assumono antibiotici allo scopo di contenere l’ascesso, rimandando il giorno comunque inevitabile dell’estrazione. Questo atteggiamento è sbagliato non solo perché non risolutivo, ma anche perché assumere frequentemente antibiotici può portare allo sviluppo di resistenze batteriche. 

Inoltre bisogna considerare anche il fatto che durante un ascesso l’anestesia locale è meno efficace, e ciò può portare ad un intervento più impegnativo sia per la gestione del dolore intraoperatorio, che di quello postoperatorio, in quanto interventi prolungati sono associati ad un aumento dei tempi di guarigione. Pertanto pianificare un intervento anche in situazione di normalità può comportare diversi vantaggi, oltre al fatto di prevenire dolori disabilitanti in periodi di vacanza o di forti richieste lavorative.